ART STUDIO – Presentazione CD “Rendez Vous”

Sabato 19 ottobre alle ore 21.30

PRESENTAZIONE CD “Rendez Vous” [Caligola Records – 2013]
Colors Club – Via Sacchi 63, Torino

http://www.colorsclubtorino.it/sabato-19-ottobre-art-studio/

art studio

Raro esempio sia di longevità artistica che di parsimonia produttiva, l’Art Studio aveva festeggiato nel 2007, con «Trenta_Live in Torino», suo ottavo album ufficiale, i 30 anni di attività discografica. Ma il gruppo s’era addirittura formato tre anni prima, nel 1974, sulla scia dei nuovi fermenti creativi presenti soprattutto sulla scena jazzistica romana e milanese. Sei anni dopo, l’Art Studio si conferma voce più che mai viva e personale del jazz italiano, avvicinandosi quindi nel migliore dei modi, con questo «Rendez vous», lavoro attuale e fresco, al quarantennale. Se si esclude la raccolta «The complete CMC Sessions», con cui Splasc(h) aveva riedito quattro titoli ormai introvabili, pubblicati fra il 1978 ed il 1986 da CMC, questo è il nono lavoro del gruppo, che si ripresenta con molte conferme ma anche con qualche novità. E’ sempre lo stesso, quello delle origini, il trio composto dal chitarrista Claudio Lodati, dal contrabbassista Enrico Fazio e dal batterista Fiorenzo Sordini. E’ nuovo invece l’inserimento del sassofonista Francesco Aroni Vigone – anche lui piemontese, musicista di formazione classica, già componente stabile dei gruppi di Fazio e del trombonista americano Marty Cook – che prende il posto di uno dei quattro storici fondatori, l’eclettico e vulcanico Carlo Actis Dato. C’è poi l’inserimento di Irene Robbins, che diventa il quinto elemento della formazione. Più che di novità, bisognerebbe però parlare in questo caso di ritorno, poiché la pianista e cantante di Detroit aveva già partecipato, dal 1981 al 1986, a tre importanti lavori del gruppo. La Robbins si ritaglia un ruolo per nulla marginale in questa nuova produzione, non solo suonando in ogni traccia, ma firmando anche due delle sette composizioni presenti. Si arricchisce così la tavolozza dei colori di un progetto che proprio nell’incontro di anime diverse ma complementari – l’etereo free della Robbins, le ipnotiche figurazioni neo–bop di Aroni Vigone e Fazio, il rock sperimentale, quasi crimsoniano, di Lodati – sembra ritrovare un’originale e definita cifra stilistica, non distante da quella che ne aveva decretato il successo di critica negli anni ’80.

Shibui – Musica Jazz – Ottobre 2013 – Gianmario Maletto

A vent’anni (oggi ne ha cinquantasette), Fazio era con Actis Dato, Lodati e Sordini una colonna di quel torinese Art Studio, con relativo Centro Musica Creativa, che fu una delle più coerenti svolte italiane verso il jazz nuovo. Tra quei giovani impegnati pare proprio lui quello rimasto più attivamente sulla medesima linea, , come ottimo contrabbassista e come eccellente compositore. E questo SHIBUI, terzo CD per la britannica Leo, è annunciato come prima parte di un ampio progetto, da attendere con interesse.

Agli ordini di Fazio è Critical Mass, l’attuale suo gruppo d’estrazione sempre molto piemontese e con un organico da ottetto, cioè abbastanza numeroso da sviluppare la ricerca (su suono, tempi e orchestazione) del leader. I brani, tutti suoi, mostrano un’architettura davvero fine. Ma per il successo, ovviamente, buona parte del merito va pure al disciplinato lavoro del gruppo, dove, del resto, ciascuno trova spesso anche un’individuale libertà d’inventare fini assoli

Gianmario Maletto per MUSICA JAZZ – DISCO CONSIGLIATO – ottobre 2013

 

musica jazz ottobre 2013

Shibui – Jazz Views – Settembre 2013 – Euan Dixon

The music of Enrico Fazio is an eclectic mix of such wilful diversity that in the hands of lesser musicians it could easily have turned out to be a stylistic mess. As it is the wayward complexity of his scores is so masterfully realised that the listener who can live with the twists and turns – what Fazio calls “harmonic and melodic side slipping” – will be rewarded with a recital that is bursting with incident that is as dramatic and exciting as it  is humorous and thought provoking.

Shibui` is a Japanese  word that denotes the blending of textures : sweet and sour, subtle simplicity with complexity etc , to create a new synthesis of  taste or aesthetics and in Fazio’s music it finds expression in an amalgam of musical styles and sounds that despite their apparent incongruity merge almost seamlessly into a coherent whole.

His lively musical imagination combines advanced modern jazz with retro swing touches , gypsy jazz, European salon music, prog rock riffs , latin rhythms , New Orleans polyphony, cool jazz homophony as in the canonic title track, Balkan and Turkish Phrygian scales, serialism and a smattering of Mr Bojangles style hoofing in the final cut, “N.O.Tap”. Wow!

As well as this near bewildering variety of musical styles Fazio creates a delicious blending of instrumental sounds, pitting winds and brass against each other in what might appear potentially chaotic and un-harmonious combinations but actually produce a rich harmonic brew that is as satisfying to the ear as Turkish coffee is to the taste buds. Particularly potent in this context is the use of dark liquid sounds generated by the bass and contrabass clarinet and the thundering choruses delivered by Virone’s baritone sax. Exotic instruments such as the marimba like Balafon and the deeply resonant Turkish clarinet also enhance this effect

One might find, in Fazio’s musical concept, some parallels with the musical ideology of Peter Apfelbaum, whose New York Hierogylphics Orchestra pursues a similar post – modernist agenda of mopping up diverse musical influences, but  whereas the American likes to incorporate country and western style elements there are no guitars in Fazio’s line-up and therefore few obvious funk & blues clichés. This is European art house music devoid of any deeply held
ethnic commitments but there is nothing prissy or superficial about Fazio’s approach which is both simulating and entertaining and will be a joy to everyone who possesses a lively ear. This one I will play again.

Reviewed by Euan Dixon

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Shibui – All About Jazz – Agosto 2013 – Alberto Bazzurro

Torna dopo qualche anno di silenzio Enrico Fazio, già bassista dell’Art Studio e da venticinque anni validissimo leader in proprio. Torna, e fa un’altra volta centro, proprio come nel 1988 quando, con Mirabilia, evidenziò doti (compositivo-aggregative, soprattutto) che la lunga militanza nello storico gruppo torinese (nel quale era del resto entrato appena diciottenne) aveva in qualche modo celato (o forse accompagnato e forgiato).

Come allora – anche se per forza di cose senza lo stesso fulminante senso della scoperta – la musica di Fazio colpisce anzitutto per la sua solidità: concettuale, di scrittura ed esecutiva, di interazione fra parti corali e sortite solistiche. A tratti viene in mente Mingus, ma anche certe orchestre europee (perché il tiro dell’ottetto è indiscutibilmente orchestrale), soprattutto inglesi, con un occhio qua e là più mitteleuropeo.

Sul versante timbrico e per il ruolo giocato nelle improvvisazioni, preziosissima è la presenza del violino, che si distingue in svariati brani (“Tempus fugit,” “Pianoless,” “Shibui,” “Serendipity”) ed è, globalmente, voce-chiave della tavolozza messa a punto da Fazio. Ci sono poi fedelissimi della prima ora, sempre brillanti (da Alberto Mandarini, che proprio nei gruppi del bassista torinese iniziò a farsi conoscere, a Francesco Aroni Vigone, anche lui presente fin dai tempi di Mirabilia, allo stesso Fiorenzo Sordini, che era poi il batterista dell’Art Studio), o acquisizioni più recenti (su tutti Gianpiero Malfatto).

Grande rotondità e contemporanea, puntuale valorizzazione delle singole voci s’impongono fin dall’iniziale “Tempus fugit,” con gli assoli che mostrano per tutto il lavoro un’assoluta adesione stilistico-emotiva alla struttura (all’estetica) globale, dalla quale vengono spesso – per così dire – “fasciati”. C’è un preciso retrogusto gasliniano in “Serial Player” (che già il titolo…), tra le costruzioni più ingegnose del lotto, mentre è forse il successivo “Serendipity,” tornando a quanto detto poc’anzi, l’episodio in cui più palpabili appaiono le reminiscenze mingusiane.

Entrare oltre nei meandri dei singoli brani sarebbe in fondo sterile. Resta l’immagine di un album di grande spessore, uno di quei lavori che possono mettere d’accordo l’avanguardista e chi non sa rinunciare ai più saldi valori del jazz in quanto tale. Il che, come s’intuirà facilmente, non è cosa da poco.

Valutazione: 4 stelle

ALBERTO BAZZURRO – ALL ABOUT JAZZ

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ENRICO FAZIO Critical Mass – SHIBUI [LeoRecords 2013]

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CD LR 678 – LEO RECORDS
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Luca Campioni – violin
Alberto Mandarini – trumpet • flugelhorn
Gianpiero Malfatto – trombone • euphonium • flute
Adalberto Ferrari – clarinet • bass, contrabass & turkish clarinets
Francesco Aroni Vigone – soprano & alto saxes
Gianni Virone – tenor & baritone saxes • lead flute
Enrico Fazio – composition • double bass • balafon
Fiorenzo Sordini – drums • percussion

Tracks:

1. TEMPUS FUGIT
2. EFFETTI COLLATERALI
3. PIANOLESS
4. TUTTECOSE
5. SHIBUI
6. SERIAL PLAYER
7. SERENDIPITY
8. N.O. TAP


This CD is the first part of a larger project, mainly based on my personal approach to composition, developed during many years and through many works: a kind of harmonic and melodic side-slipping applied to different music forms with a dense texture.

Tempus Fugit is a remake of one of my compositions written in the ‘80s, based on a Kurt Weill’s shred (main solos: violin, trumpet, tenor sax).
Effetti Collaterali originates from a bass riff, ending with an extrapolated rhythmic cell by the rock band Colosseum over the riff, with a collective improvisation (main solos: trombone, bass clarinet).
Pianoless starts with a Turkish clarinet solo, while the bass plays mainly in double notes (main solos: Turkish clarinet, violin, alto sax).
Tuttecose comes from a joke of my 4-year-old son, singing into a baby musicbox (main solos: clarinet, trumpet).
Shibui is based on harmonic side-slipping (main solos: tenor sax, contrabass clarinet, violin, drums, trombone, alto sax).
Serial Player is written in twelve-tone technique and the solos stem from the four main series (main solos: baritone sax, collective solos).
Serendipity, according to the title, has two different moods linked by a rhythm pattern (main solos: flute, trumpet, alto sax, trombone, violin).
N.O. Tap is a funny ending, a mixture of side-slipping, tip tap, swing and collective improvisation à la New Orleans.

All music composed & arranged by Enrico Fazio; published by Alissa Publishing/PRS

Overdubbing: Simone Fazio voice, Paolo Rolandi keyboards
Recorded June 2-3 and September 22, 2012 at (52+1) Studio, Agliano Terme (AT) Italy
Sound engineer Fosca Massucco
Mastering Maurizio Giannotti at NewMastering Studio

Produced by Enrico Fazio & Leo Feigin

FRANCESCO ARONI VIGONE TRIO – Ore Blu [Splasc(h) Records 2013]

ore blu

Francesco Aroni Vigone – alto sax
Enrico Fazio – double bass
Fiorenzo Sordini – drums

Splasc(h) Records 2013

ART STUDIO – “RendezVous” [Caligola 2013]

art studio

Francesco Aroni Vigone (alto & soprano sax),
Claudio Lodati (guitar),
Irene Robbins (piano, vocals),
Enrico Fazio (double bass),
Fiorenzo Sordini (drums, percussion).

1) Tumbu
2) Reunion
3) Tip Tap
4) Shorebird
5) Esquinas
6) Gyes
7) Ocean blues

Recorded and mixed at (52+1) Studio, Agliano (Asti), in July 2012, by Pippi “Adogontour” Leardi (tracks 1–6) and by Fosca Massucco (track 7). Mastering by Maurizio Giannotti

Raro esempio sia di longevità artistica che di parsimonia produttiva, l’Art Studio aveva festeggiato nel 2007, con «Trenta_Live in Torino», suo ottavo album ufficiale, i 30 anni di attività discografica. Ma il gruppo s’era addirittura formato tre anni prima, nel 1974, sulla scia dei nuovi fermenti creativi presenti soprattutto sulla scena jazzistica romana e milanese. Sei anni dopo, l’Art Studio si conferma voce più che mai viva e personale del jazz italiano, avvicinandosi quindi nel migliore dei modi, con questo «Rendez vous», lavoro attuale e fresco, al quarantennale. Se si esclude la raccolta «The complete CMC Sessions», con cui Splasc(h) aveva riedito quattro titoli ormai introvabili, pubblicati fra il 1978 ed il 1986 da CMC, questo è il nono lavoro del gruppo, che si ripresenta con molte conferme ma anche con qualche novità. E’ sempre lo stesso, quello delle origini, il trio composto dal chitarrista Claudio Lodati, dal contrabbassista Enrico Fazio e dal batterista Fiorenzo Sordini. E’ nuovo invece l’inserimento del sassofonista Francesco Aroni Vigone – anche lui piemontese, musicista di formazione classica, già componente stabile dei gruppi di Fazio e del trombonista americano Marty Cook – che prende il posto di uno dei quattro storici fondatori, l’eclettico e vulcanico Carlo Actis Dato. C’è poi l’inserimento di Irene Robbins, che diventa il quinto elemento della formazione. Più che di novità, bisognerebbe  però parlare in questo caso di ritorno, poiché la pianista e cantante di Detroit aveva già partecipato, dal 1981 al 1986, a tre importanti lavori del gruppo. La Robbins si ritaglia un ruolo per nulla marginale in questa nuova produzione, non solo suonando in ogni traccia, ma firmando anche due delle sette composizioni presenti. Si arricchisce così la tavolozza dei colori di un progetto che proprio nell’incontro di anime diverse ma complementari – l’etereo free della Robbins, le ipnotiche figurazioni neo–bop di Aroni Vigone e Fazio, il rock sperimentale, quasi crimsoniano, di Lodati – sembra ritrovare un’originale e definita cifra stilistica, non distante da quella che ne aveva decretato il successo di critica negli anni ’80.

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Shibui – Percorsi Musicali – Luglio 2013 – di Ettore Garzia

Cuernavaca fu il paese messicano in cui morirono Gil Evans e Charlie Mingus. Per una differente ed ovviamente propedeutica combinazione il riferimento a queste due figure eccellenti del jazz sembra ricorrere in “Shibui”, ultima prova discografica del contrabbassista Enrico Fazio in versione Critical Mass. Da sempre alla ricerca di un jazz strumentalmente globale in cui sistemare armonia e melodia e valorizzare le istanze dei singoli nel gruppo, Fazio costruisce anche questa volta un prodotto musicale di pregio, che vede nella freschezza delle soluzioni e nella verve degli strumentisti della band un proprio punto di forza*.
Un ascolto attento vi rivela certe similitudini ma anche nuove variazioni: le strategie orchestrali che facevano capo a Gil Evans e lo spiccato senso del blues che investiva le aggregazioni di Mingus sono evidenti, ma a ben vedere non si può non pensare alle accelerazioni che Fazio imprime sulle sue composizioni, trasformando le fonti sonore e dandogli nuove identità: il riferimento è a certo jazz-blues di idioma anglossassone (Enrico esplicitamente conferma, nelle note interne, gli spunti di “Effetti Collaterali” in favore della band dei Colosseum), a certo jazz-rock vicino alle evoluzioni del sound di Canterbury (il dilatato intro di “Shibui” ci trasporta in una di quelle “side-slipping” melodiche equivalenti degli Hatfield and the North), con un fondamentale background in cui l’uso del violino ha una valenza simile a quello che un Jean Luc Ponty faceva senza elettrificazione e con un’inaspettato e saltuario profumo etnico (il clarinetto turco di “Pianoless” o il finale percussivo oriented-style di “Tuttecose“). Qui bisogna parlare di effetti osmotici, perchè alla fine quello che risulta è un cocktail integrato di jazz, che appartiene solo a Fazio e ai suoi musicisti; “Tempus fugit” ci costruisce una particolare versione di “Sister Sadie” arrangiata da Evans, così come “Effetti Collaterali” sembra melodicamente impostata sulle penetranti note di “Harvey’s tune” dalle Supersessions di Bloomfield-Kooper-Stills, ma trattata con tutt’altra ritmicità e risultato d’assieme.

Enrico Fazio’s Critical Mass on recording!

Sono iniziate le registrazioni del nuovo disco con Alberto Mandarini, Gianpiero Malfatto, Francesco Aroni Vigone, Gianni Virone, Luca Campioni, Adalberto Ferrari, Fiorenzo Sordini.

Freddi D’Amico Trio – LIVE in Vigevano on 24/03/2012

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FREDDI D’AMICO TRIO

(Freddi D’Amico, Enrico Fazio, Fiorenzo Sordini)

Sabato 24 marzo 2012 – Ore 22.00

Vigevano fraz.  Sforzesca – Strada dei Ronchi, 7

Concerto Vigevano Enrico Fazio

Locandina concerto Vigevano